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Prologo
Una tempesta minacciosa
I primi 10 anni
I prossimi 10 anni
Gli anni goliardici
Beam me up, Amy...
Family Television Award 2001
Lavoro, dunque esisto …
Quo vadis Lauren?
„ Parla affinché io ti possa vedere …“
   
"Possiamo comprenderci l'un l'altro, ma ognuno può interpretare soltanto se stesso". (Hermann Hesse, "Demian")  
     
 

Ce ne sono tante come c'è l'arena al mare! Brillano come diamanti, assomigliando a migliaia di granelli di una spiaggia. Ognuna per se particolare, scomparendo però nella folla.

Attrici di seriali americani. Chi rammenta le loro facce? Chi sa attribuire i nomi corretti? Giovani, incantevoli, sexy, a volte solo modestamente talentuose. Con il successo dei seriali diventano grandi anche loro – Fino al momento che sono diventati una star? Forse una megastar? Oppure sarà che alla fine non resta niente di più che una stella cadente, che incandescente pian piano si affievolisce per poi morire.

I seriali appariscono e scompaiono. Tutto quello che ci piace merita di avere successo. Però è imprevedibile quello che ci piace. A volte ci vuole del tempo per ottenere il successo, ma il tempo è una cosa rara in quel mondo televisivo. Passano i seriali come passa il tempo. E nel modo che scompaiono i seriali scompaiono le attrici. Il cerchio si è chiuso. Così vengono a galla, così riemergono. Chissà, forse nel frattempo possono commuovere la gente per un breve periodo di tempo. Forse possono anche allietarla, magari riempirla di gioia. E solo perché andavano in onda. E questo è, secondo me, una cosa meravigliosa.

Dietro la maschera di queste attrici si nascondono persone umane e ognuna di loro, presa singolarmente, è particolare e varrebbe la pena di raccontarne la vita. E sebbene ci sembrino talmente particolari, ognuna di loro è normale, ordinaria, in un certo qual modo, umana insomma. C’è chi lo è di più e chi di meno, a seconda del successo e il trambusto che si scatena attorno a loro.

Eppure c'è qualcosa in loro che ci attira, che ci fa indagare, domandare, rischiare uno sguardo più preciso. Questo sguardo però e sofisticato e selezionato, talvolta oggettivato oppure alienato. E chi lo sa precisamente, quello che uno ha detto in un certo luogo, a un certo proposito, con un certo sottinteso. Anch'io conosco questo problema che stavo raccogliendo dati e fatti per comporne avvenimenti e chiarire certe relazioni. Non sono mai sicura se tutto fosse stato così. Io non ero presente. Non conosco la Lauren Graham di persona. E non conosco chi la conosce di persona. C'è solo l'internet e ci sono solo articoli, riferimenti, intervisti, talkshows alla mia disposizione. E solo là s'incontra la figura professionale, vedendola come usufruisce la mass media per i fatti suoi, e come si presenta, come gioca, adula o semplicemente come pretende di essere tutto lei.

Per raccontare la storia della Laurens occorre che s'incominci all'inizio, meglio ancora al giorno della sua nascita, per poi scrutare la sua infanzia che non era mica straordinaria ma che le dava una forma e che la rendeva a quello che crediamo di vedere quando vediamo Lauren Graham.

Vorrei raccontare una storia, e non è mica una storia inventata, ma una storia che si tratta di un essere umano, vivo e individuale, che nasconde uno spirito creativo, dotato di certe caratteristiche.

 
   
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  Una tempesta minacciosa  
     
  I suoi occhi scintillano febbrilmente. Sembra che non può più vedere l'ora di poter dare all'attacco. E come se si fosse avvicinato un temporale incombente incutendoci una vera paura, di scatto si scatena una tempesta vera e propria di frasi, donde le parole fuoriescono come salve di fucili, tutto accompagnato di braccia fortemente gesticolanti. Meglio non opporsi a questa donna quando è in gran vena così. Eppure riesce tanto ad affascinarci. Le scintille che fuoriescono saltano per poi infiammare noialtri. L'incendio ormai estesosi non è più dominabile.

Lorelai Gilmore non è un carattere semplice. Lei è incalcolabile, lunatica, sempre pronta per fare un balzo in avanti, caotica in suo mondo. Eppure succede di rado che una donna emana un caos talmente amabile.

Lorelai Gilmore è Lauren Graham o è che Lauren Graham è Lorelai Gilmore? Non sanno distinguere la Lauren dalla Lorelai nemmeno i suoi colleghi attori. Probabilmente la differenza, la si trova in un certo luogo tra cielo e la sequenza prossimamente da girare. È quasi perfetta quest'alleanza tra persona e protagonista. Era prevedibile per i produttori della Warner Bros. che qui si è trovato un terreno fertile sul quale può crescere un successo grande proprio nel momento in cui facevano il casting con Lauren Graham per il seriale nuovo "The Gilmore Girls" nell'anno 2005?

Era prevedibile per la Lauren, che dopo tante brevi apparizioni in seriali poco coronati di successo qui avrà trovato il gran accesso nel mondo dei belli? Era prevedibile per i suoi genitori, per Donna Grant e Lawrence Graham, nel momento che Lauren venne al mondo? Se mai, non avrebbero potuto fare a meno di dare del café nel biberon del bebè.
 
   
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  I primi 10 anni  
     
  Lauren Helen Graham nacque il 16/3/1967 a Honolulu / Hawaii, un giorno prima della festa nazionale irlandese "St. Patricks Day".

Non avrebbero potuto provare un timing migliore i genitori nazionalisti di provenienza cattolica-irlandese.

 
 
Bild vergrößern   La famiglia giovane passò i primi anni sull'isola del pacifico settentrionale americano che ebbe sua giustificazione nel lavoro del padre. I Grahams si trasferirono a Virginia e mancava poco che il matrimonio, sfasciandosi poco a poco, finì per rompersi. Avendo 28 anni Lawrence a un tratto si affrontò a una situazione che a suo tempo era più che inconsueta. Divenne il genitore solo della figlia cinquenne.
 
     
  Lawrence Graham fu nato nel 1943 come figlio di una famiglia tipica borghese: 2 fratelli, la madre che si occupava della casa, il padre che faceva il capoallenatore di una squadra della Highschool nelle vicinanze di Valley Stream, N.Y. (Long Island). Egli si dedicava allo studio della giurisprudenza presso diverse università cospicue e fu testato di licenze e diplomi. Un giovinetto cosciente allora con una carriera molto promettente.

Man mano c'era qualcosa in Donna che le rodeva il fegato e che le portava alla conclusione che era ancora troppo giovane per limitarsi la vita come casalinga e madre. Aveva intenzione di svilupparsi per diventare artista. Si erano sposati da giovani, forse troppo giovani per decidersi, per sopprimere le proprie ambizioni, almeno a questo periodo.

In fatto di divorzio non si faceva un granché. Lawrence si trovava in una situazione finanziaria migliore di quella di sua moglie e per conseguenza lui e Lauren crearono il loro proprio universo.

Era un uomo preparato a tutto in vita sua, conosceva le leggi, faceva il lobbyista nell'industria tessile, ma l'allevamento e l'educazione di una bambina: Questo era qualcos'altro. Tramite una sua dinamica esclusiva il rapporto tra figlia e padre funzionava – secondo regole esclusive. E funzionava bene .

"Mi sono resa conto che la mia situazione era inconsueta, ma d'abitudine ero molto felice di esser educata da mio padre... Benché ci fossero regole severe, la mia infanzia era molto più rilassante di quella di altri bambini. Mio padre s'impegnava molto per non fallire come padre solo e così ne raddoppiava le forze. In casa nostra si festeggiavano i "pyjama-Partys" migliori che si potessero immaginare, perché mio padre si riteneva lasciandoci soli ma si alzava presto la mattina seguente per prepararci delle frittelle. La maggior parte dei bambini pensava che mio padre fosse "cool" e divertente e spesso la nostra situazione familiare mi rendeva più unica che strana".

Ascoltandola parlare di suo padre e della sua infanzia, dietro le sue parole si può intravedere una certa sensazione di ammirazione e amore tenero. Eppure non può fare a meno di descrivere la loro casa di allora a Arlington/Virginia come una "capanna di uno scapolo" :

"Nel salotto c'era un divano di cuoio bianco e non c'erano due lampadari argentini che sarebbero andati insieme. Non si possedeva neanche una sedia per stendere le gambe per potere accarezzare il cane".

Sembrava che il mondo fosse determinato da un pragmatismo paterno, niente madre, che addobbava il salotto o apparecchiava il tavolo in tempo e inamidava l'abito a crespe per la domenica.

In contraccambio aveva un padre che ogni sera leggeva delle storielle, di modo che Lauren sapesse leggere all'età di 4 ½ anni per poi poter abbandonare la scuola materna prima del solito. Aveva un padre a portare sua figlia con sé, sia al teatro o al museo, sia a cena d'affari dato che si mancava di una bambinaia. Un padre che tramandava valori come modestia, fairplay e disciplina. Che l'incoraggiava a non essere troppo conformista di non urlare con i lupi, ma di incuriosirsi per il mondo che c'è - là fuori. Un padre che scongiurava le sue forze.

Lawrence non è un disciplinare severo. Non ama gli urli - la furia non fa per
lui. Il peggio però per Lauren era, quando lui le diceva di averlo reso deluso..
 
     
  Anche se le mancava l'influenza femminile costante, sua nonna e sua zia le stavano vicine, sporadicamente anche la madre faceva parte nella vita della Lauren. Chi altro che le commesse dovevano aiutare a scegliere i vestiti per la scuola e chi altro che le professoresse consigliavano come dominare i capelli della Lauren .

 
 
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La chioma "irlandese"! Sfrenata, arricciata e sempre un poco capricciosa. Si potrebbe pensare: Come la patria, così gli uomini con le loro caratteristiche.

I fratelli di Lawrence avevano dei bambini anche loro. Le vacanze si passavano insieme, e la figlia singola è ormai integrata in una famiglia numerosa.
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  Lauren fu una vera monella. Si arrampicava sugli alberi e amava i giochi grossolani. Se non ci fossero delle trecce che la rivelavano una bimba. E la sua grande passione: I cavalli!

A Virginia, che è celebre per un allevamento eccezionale di cavalli, l'amore verso quegli animali s'intende da sé. Nonostante l'allergia contro i cavalli, Lawrence accompagnava sua figlia guardandola bene dalla sponda mentre starnutiva sempre prudendosi gli occhi.

Avrebbe avuto una gran voglia di fare lo Jockey come professione, però questo le impediva la sua misura sempre accrescente che ormai si aggira sui 1,80m.

Nello stesso modo che altri bambini avevano un amico immaginario, lei aveva un cavallo immaginario appellato "Strawberry".

"I cavalli non mi intimidivano! Dall'età di 6 anni ho cominciato a farla grossa e cercavo le sfide che mi dovevano fare rabbrividire. È paragonabile con il lavoro dell'attrice. Sia sul palcoscenico sia sul cavallo, c'è sempre qualcosa che ti spinge, che ti provoca“.

In fatto di cavalli pareva una bambina impavida. Né contusioni né fratture si mettevano contro la sua passione esaltata verso l'equitazione. Le cadute ne facevano parte. Sfidare, sovrastare, fissare dei limiti. Una chi apprezza la rapidità sia con i cavalli sia con le parole.

Invece di giocare con i pupazzi, aveva una scuderia con dentro 37 cavalli plastici. Sapeva enumerare a menadito tutti i film da cavallo (innanzitutto "Black Beauty") e si da alla lettura di libri che trattano di ragazze che desiderano possedere un cavallo.

Cavalli! Come affascinanti! Non saprei contribuire niente a questo soggetto ma mi porta consiglio uno che lo potrebbe sapere - Johann Wolfgang Von Goethe che scrive:

„Mai si sente l'uomo fisicalmente più libero, più elevato, più favoreggiato che sul dorso di un cavallo, sottomettendo come cavaliere idoneo le membra potenti di un animale talmente gigantesco alla sua volontà come se fossero le proprie."

Del resto la Lauren si descrive come una giovanetta piuttosto calma, timida. Poteva stare seduta per ore nella sua stanza ideando dei giochi spirituosi. Un'anima sveglia e creativa!
 
   
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  I prossimi 10 anni  
     
  Gli anni '80: cultura popolare, acconciature innalzate a veri capilavori, una giovinetta di nome Madonna che si sdraiava lascivamente su un battello mentre cantava "Like a Virgin", nell'ukraina si scattenava una catastrofe presso un centrale nucleare, la guerra fredda tra gli stati uniti e gli URSS determinavano la prima pagina delle stampe, scenari di una possibile guerra atomica passavano per gli schermi.

Se ne è stata commossa particolarmente, la scolare Lauren Graham che frequentava la Langley Highschool a McLean /VA, noi non lo sappiamo. La sua pellicola preferita: "Friday, the 13.” e “Halloween”.

 
 
Bild vergrößern   Sulle foto scolastiche si vede una ragazza sorridente con lentiggini. È quasi la più alta della sua classe, sovrasta persino l'un o l'altro ragazzo. Non è mica una bellezza, mica una "Miss serata danzante" ma non le mancavano mai le parole. Era maestra su botta e risposta – era sempre in gamba! L'umorismo come strategia per vincere certe insicurezze.
 
     
  Lauren faceva parte della compagnia teatrale scolastica ed era sempre lei a fare la protagonista. Come nel musical "Hello Dolly" dove la febbre della ribalta la rendeva quasi matta e così stava sul palcoscenico e cantava a crepacuore.

Leggeva molto. I libri le erano una specie di rifugio. Aveva sempre un libro con sé, solo per prevenire la noia.

Il padre non sapeva rispondere a tutte le domande, soprattutto a quelle che riguardano il truccarsi, la moda, lo styling. Si sentiva come cane in chiesa. Da allora lei si incarcerava nel bagno esplorando tutti gli effetti possibili del make-up cosa che il padre non poteva capire. Lauren continuava ad indossare jeans, t-shirt e scarpe sportive. Ed ecco un cambiamento fondamentale: Prendevano sul serio tutto quello sul quale scherzavano insieme un anno fa. Viva la pubertà!

 
 
Bild bei Klick vergrößern   Come tante altre ragazze anche la Lauren non si credeva abbastanza bella, invece doveva subire una fase che potremmo chiamare "Ugly Duck". Ma non succede di rado che da un anatroccolo diventa un cigno bellissimo. Fino ad oggi resta piuttosto scettica quando se le parla del suo aspetto, reagisce sul soggetto con ironia, e ribadisce che questo sia tipico per un "colonialista irlandese".
 
     
 

Fu nell'anno 1981 che in casa dei Graham avevano luogo profondi mutamenti. Lawrence si era risposato. Finalmente la casa riebbe la sua donna. La Karen che conosceva l'importanza del rossetto per rendere perfetta la giornata – l'acconciatura altrettanto. E sapeva che si devono cucire i pantaloni strappati invece di fissarli con grappe metalliche.

La Lauren parla bene della sua matrigna. Dimenticate le vecchie storielle di matrignucce!

Aveva 14 anni, viveva da sola da 10 anni insieme con suo padre rinchiusa in un loro proprio emisfero e adesso si annunciava una nuova vita in una "nuova" famiglia dei Graham . Era felice con il suo fratellino? Era gelosa? In ogni caso: Dalla figlia singola che non doveva mai spartire diventava oramai la sorella maggiore.

Era un membro di una famiglia a "patch-work", sua madre aveva a sua volta un'altra figlia (Shade) e Karen e Lawrence avevano una figlia (Maggie) ed un figlio (Chris).

Al pubblico si presenta come una che ama la famiglia e si sente felice con i rapporti che intrattiene con i suoi fratellini, e sono loro che adesso la sostengono nell'ambizione di giocare convincentemente il ruolo della madre Lorelei nel seriale "Gilmore Girls".

Per intanto gli psicologi del subconscio possono dare il segnale di cessato allarme: Niente traumatizzazione preinfantile indotta dalla perdita della madre che di solito funge da prima persona di confidenza in vita nostra. Niente danni possibilmente causati dalla fissazione forzata sul padre, e niente complesso-elettra esagerato. Eppure questa persona sembra dotata di immaginazione ricca e di un talento con cui riesce a divertire la gente se non commuoverla.

Secondo lo psicoanalista C. G. Jung la scissura interiore e i conflitti consci o inconsci sono il fonte creativo degli artisti dal quale ricavano le immagini e visioni già vissute che possono capire interamente.

"Principalmente la fantasia dell'artista non si distingue fondamentalmente di quella dell'uomo ordinario. Però quello che qualifica l'artista è anche la ricchezza, l'originalità e la vivacità dei prodotti provenienti dalla fantasia, ma soprattutto la capienza di forze produttive, con cui forma le sue idee."

 
   
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  Gli anni goliardici  
     
  Nel 1985 Lauren laureò alla Highschool e si decise a frequentare l'università di New York.

"Nella mia famiglia ci si teneva molto a una formazione accademica qualificata, e per questo motivo fu un punto saliente in fatto di scegliere l'università."

Cercava di ottenere un posto all'università per il teatro e la musica ma giunse alla conclusione seguente :

„Dovrei leggere di più e formarmi invece di cullarmi in terra fingendo un leone.“

Cambiava l'università e finì sul Barnard College / Manhattan, parte dell'università di Columbia. La particolarità: È un College riservato alle donne. La Lauren si iscrisse per la materia principale: Inglese. E così aveva cominciato a studiare letteratura americana. Non era altro che ovvio dato che i libri le stavano sempre vicini.

New York! La città che non dorme mai. La città che offre tanto la salita quanto la caduta. La città dei sogni e delle delusioni. Quanta gente ci va per frequentare le scuole teatrali e quanta gente finisce da barista in bettole decadute e deperite? New York: crogiolo di culture diverse dove tutto è possibile senza limiti. Ci vuole però una resistenza forte per sopravviverci.

Per la Lauren non fu meglio, mancava sempre di denari. Siccome non abitava presso l'università, a volte le mancavano persino gli spiccioli per poter pagare la metrò.

La ragione per cui la famiglia non la sostenesse con mezzi finanziari? Non resta altro che indovinare. Forse il padre era del parere che ci volesse della fatica per ottenere qualcosa nella vita di un uomo. Non cadono dei regali dal cielo.

La Lauren si laureò con successo (English Bachelor). Parzialmente si dedicò al teatro per esempio come membro in una compagnia teatrale e cantava anche in una capella chiamata:"The Metrotones".

L'ironia del destino: Il suo primo job "pagato" fu una video-produzione che si dedicava alla protezione della gioventù contro la gravidanza prematura. Ecco un primo presentimento della Lorelai Gilmore.

Un agente non c'era e senza agente non si poteva venire a capo. Perché sono gli agenti che procurano dei jobs e sono anche loro che fanno la pianificazione della carriera. Allora il talento non c'entra. È tutto una questione della commercializzazione.

La Lauren non era riuscita a stabilirsi. Oscillava tra jobs differenti: quello del cameriere, della bibliotecaria e quello di una commessa nella casa lussuosa di commercio "Barneys".

"Per il lavoro dal "Barneys" mi mancavano gli indumenti adatti, ma quei erano molto carini e mi dicevano che mi potevano prestare qualcosa.“

Frustrazione dappertutto! Nessun barlume di speranza all'orizzonte, né agente né ruolo. Niente denari, niente prospettiva.

Allora cambiò idea e si decise ad una formazione. La materia questa volta: Arte drammatica all'università Southern Methodist a Dallas /Texas.

La riputazione dell'università Southern Methodist è eccellente. Inoltre si offre un casting speciale alla fine degli studi, le cosiddette "Showcases" visitate anche dagli agenti per impegnare nuovi talenti.

Lei passò tre anni all'università Southern Methodist (uscita in 1992) e ce la faceva e finì nelle "Showcases".

Adesso non era solo fornita di un "Bachelor" in inglese, poteva vantarsi di un "Master Dregree" in Arte drammatica. E meglio ancora: Aveva un agente. I primi passi sulla grande scalata in sù.
 
     
 
  Però prima di tutto bisognava dirigere i passi verso il divano. Ma non quello dello psicologo, e neanche quello che garantisce il primo ruolo importante, ma verso la casa della zia a Long Beach, ubicata a una ventina di chilometri da Los Angeles. Là il pernottamento meno comodo era l'espressione della disoccupazione. La Lauren faceva in pubblicità per detersivi, si infilava a stento nel costume di felpa per dare vita al mascotte "Striker" durante il campionato mondiale di calcio nel 1994.
 
     
  Quest'ultimo è una storiella che vale sempre la pena di essere raccontata: Il suo agente la chiamò per telefono volendo solo sapere la misura. Lei, dato che era abbastante alta, precisamente viene sui 1,80 m, non poteva spiegarsi la gioia risultante dell'agente che diceva:"Allora il costume ti andrà benissimo" Lei, arrivata al posto di lavoro che esigeva un'altezza di 1,80, subito riconosceva l'indole vero del job. "Striker", un cane portafortuna, era una contribuzione al divertimento pubblico.

Era un job che condivideva con una donna che però sudava incredibilmente in quel costume e così toccava sempre alla Lauren di affondare in questa pelliccia di felpa tutto bagnato di sudore con una testa sovranimale. Talmente separata dal mondo sorrideva come si deve per ognuna foto, che i fans desideravano fare insieme con lei. Veramente, ci sono delle carriere che cominciano proprio nel buio!
 
     
  Bisognava finire questa vita sul divano della zia che le prospettive della Lauren sembravano azzerate.

Accompagnata da Connie Britton, una collega attrice, si trasferì in una casa essendo priva di ognun ammobiliamento. La Vita Nuova – però determinata da una scarsità veramente spagnola. Una casa con dentro una sola padella – questo secondo le voci, e degli ospiti accomodati per terra – questo per sicuro.

Siamo arrivati nell'anno 1995 quando alla Lauren consegnarono la parte del protagonista Shelly nel seriale "Caroline in the city". Shelly è una donna di una semplicità indimenticabile, dalla voce che era un vero cinguettio. Non fu un ruolo che testimoniasse una certa profondità, ma era un ruolo alla televisione. Ammesso: Nella foresta dei seriali che sta sempre per crescere gli spettatori si smarriscono facilmente.

Regna senza pietà: La legge della quota! Nei prossimi 5 anni la Lauren farà apparizioni di poca durata in diversi seriali televisivi. Un ruolo maggiore non c'è e alcune di queste shows sono solo mosche effimere.

Ad un tratto ci sono voci strane in corso: Lei fa parte di attrici i cui seriali sono colpiti di un fiasco. Insuccesso come marchio? La gente comincia a scherzare: Ingaggiare la Lauren sarebbe dare una fine rapidissima al seriale. Uno stigma con cui viene appena a capo.
 
   
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  Beam me up, Amy…….  
     
  New York, il 16 maggio(sic) 2000: I producenti e i casting-chefs si erano riuniti tutti nervosi. Quante attrici si sono viste per trovare quest'una a cui affidare la parte della Lorelai Gilmore? Man mano si perdeva la vista d'insieme. Si cercava una che fosse spiritosa e brillante con le parole, una che sapesse affascinare la gente, dotata di ironia e sarcasmo per convincere nei dialoghi costruiti sottilmente. Doveva essere giovane, ma non troppo giovane. Sexy che non sarebbe a dire che non sia una specie di playmate. Sono numerose le attrici di quell'età ma finora non potevano convincere il team. E manca solo una settimana fino all'inizio delle riprese. In bocca al lupo che adesso siamo al limbo dantesco!

E poi entrò la Lauren Graham !

„L'abbiamo saputo subito che lei lo è. LEI lo è!", racconta Amy Sherman-Palladino la produttrice e ideatrice del seriale „Gilmore Girls" durante un'intervista.

Amy Sherman-Palladino nacque nel 1966, una donna fuori delle convenzioni. Proprio sua madre voleva che facesse la danzante, ma dopo la Highschool partecipava a un gruppo comico a LA chiamato "The Groundlings" e dopo faceva la scrittrice nel seriale "Roseanne" che diventò un gran successo. Amy è sposata con Daniel Palladino, responsabile anche lui delle "Gilmore Girls".

Ma come fu inventato il seriale? Durante una riunione regolare nella casa degli Warner Brothers si parlava a vanvera e Amy per inciso menzionava l'idea di un rapporto fra madre e figlia ma non quello nel senso classico ma piuttosto di un rapporto caratterizzato da amicizia tra di loro. Stava chiacchierando ma gli Warner invece si sono già buttati a capo fitto in quest'idea. Allora toccava a lei. Doveva inventare lei un nuovo show .

Il soggetto del seriale :

Lorelai Gilmore, proveninente da casa conservativa e ricca, incinta all'età di 16, rompe i ponti tra lei e i suoi genitori, e alleva la Rory, sua figlia, a modo suo. Il rapporto tra lei e i suoi genitori, cioè Emily e Richard Gilmore è più che rotto. Tutt'e due non possono sopportare lo sviluppo negativo della loro figlia che gli pare poco conforme al ceto sociale. In particolare è la madre che le da filo da torcere per opinioni differenti.

Questo conflitto permanente è la base del seriale. Il rapporto tra Lorelai e Rory invece riflette un atteggiamento di comprensione e di amicizia. Si ha l'impressione che vivano in un comune studentesco ossia da sorelle.

Luogo d'azione: Stars Hollow, un borgo immaginario nello stato di Connecticut con tutti i suoi abitanti amabili, che forse sembrano un po' pazzeschi. Dall'apparenza Stars Hollow non potrebbe mai essere evaso dal cattivo.

Il film pilota di Gilmore Girls fu girato a Toronto/Canada, il seriale vero e proprio sull'area degli Warner Broth. a Burbank / CA.

Alexis Bledel fa la parte della Rory e tramite la sua calma ragionevole stabilisce un antipolo in riguardo alla madre che a volte ci pare un po' matta. Rory, che aveva quindici anni all'inizio del seriale, è un'anima buona, voluta bene da tutti. È brava, una scolara esemplare. Ama la lettura, s'interessa per la musica e la cultura, odia lo sport e quello che ama di più è stare seduta davanti al televisore mangiando per vedere dei videofilm insieme a sua madre se non rendono una visita dal Luke's Diner. A Stars Hollow queste due vivono in un mondo tutto loro.

 
 
Bild bei Klick vergrößern   Alexis, nata nel 1981, era un caso fortunato per il seriale, simile al caso della Lauren. Dagli occhi grandi e una faccia soave Alexis ricorda alla giovane Audrey Hepburn, un ragguaglio del quale si serve anche suo nonno Edward Hermann (Richard Gilmore) nel seriale. Benché le mancasse l'esperienza teatrale, le affidarono la parte immediatamente.   Bild bei Klick vergrößern
 
  La sua aura non è sofisticata, e con l'ingenuità giovanile convince nel ruolo della Rory, comunque il suo viso carino fa bene per la camera.  
     
  Una cosa che ci da subito nell'occhio è l'armonia tra "madre e figlia", tra le due attrici Lauren e Alexis.

Giocano con leggerezza naturale, eppure per le donne è lavoro duro. Professionalità, si beh... ma nel momento che uno non conosce l'altro: a chi non parerebbe difficile incarnare dei personaggi legati da un rapporto affezionato e amorevole come quello tra madre e figlia.

Le prime settimane, secondo loro, erano strazianti: Scattare immagini promozionali, affezione a richiesta, simpatia a manovra di sorpasso. I rapporti, di solito, crescono mano a mano, qui però del tempo non ce n'è, qui però bisogna produrre: 16 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, sul set "sovrappopolato". Intimità perduta.

All'inizio delle riprese per "Gilmore" Alexis aveva appena 19 anni. Lontana dalla casa per la prima volta senza la famiglia che le mancava molto, lei si affrontò ad un mestiere tutto nuovo con abitudini tutto nuovi.

„Per Alexis è stato un salto gigante", disse la Lauren durante un'intervista. "Questo sarebbe uno shock per tutti. Ma a quest'età, è veramente pazzo!"

Tutte le due ribadivano il rapporto buono tra di loro. Già dall'inizio. Un rapporto che apprezzano anche sul set. La differenza dell'età, per inciso, tra la Lauren e l'Alexis è comparabile a quello della Lauren e la sua sorellastra.

Eppure in fatto di carattere queste due attrici nella loro vita privata sembrano completamente diverse il che confermano anche i loro colleghi. Quando uno le parla della suddetta armonia, la Lauren presume che questa sia l'espressione della loro diversità, che inoltre la si può manifestare anche tramite la loro data di nascita. Il compleanno della Alexis è il 16 settembre, allora 6 mesi dopo quello della Lauren.

 
 
Bild bei Klick vergrößern   Cerchino spiegazioni gli astrologhi, rendendo il sole per la luna, fatto è che funziona la relazione tra figlia e madre.
 
     
  "Gilmore Girls" è un seriale, che sta fuori al consueto. Da un lato questo è causato dalla quantità del testo che viene recitata durante una puntata. Se normalmente la quantità testuale di un qualsiasi seriale si aggira su una cinquantina di pagine, lo scritto per "Gilmore Girls" spesso contiene oltre di 80 pagine. Significa che occorre recitare i dialoghi ancora più rapidamente del solito. Poi le sequenze singole sono ancora più lunghe, paragonabili con quelle di un vero dramma. Poi sono girate senza intermittenze. Per questo motivo gli attori devono essere più precisi. "Il lavoro! Un sacco di lavoro", come usa dirlo la Lauren. I giorni produttivi non vogliono finire. Lavorare fino all'esaurimento. All'inizio un logopedista aiutava ad aumentare la velocità. Parole al minuto in più. O con altre parole, usate da Paris Geller (impersonato da Liza Weil) in una puntata: "Dobbiamo sempre accelerare il tuo PAM" (parole al minuto).

A parte della velocità dei dialoghi il concetto del seriale è basato sui "Gilmorismi" che sono allusioni su pellicole famose, ma anche su musica e letteratura. Così Rory si occupa della lettura dei classici come lo "Ulysses" di James Joyce, ed a tavola si discorre su Praga incluso Franz Kafka, e su come si aspetta di seconda alla maniera di Godot.

Per gli spettatori è una cosa molto divertente trovare questi "Gilmorismi" che naturalmente esige una certa formazione.

Poi, secondo me, "Gilmore Girls" sfrutta dall'umorismo imbattibile e dai dialoghi azzeccanti. Dallo slapstick crudo ai giochi di parole finissimi: c'entra tutta la larghezza dell'arte comica.

Quello che non sfugge dall'attenzione dello spettatore è lo "placement della merce" Ecco qualche esempio: Si regala un Apple computer a Rory, si discutono per filo e per segno tutti i favori del Volvo e se serve da macchina familiare, si adora la Toblerone come cioccolata unica al mondo, e poi google come cercatrice. (Emily: "Ti vado googlare!") È risaputo che la pubblicità clandestina è la pubblicità migliore, tanto più che qui si mirano bene i consumatori .

Era obbligo che anche Gilmore, come tutti gli altri seriali, si aggiustasse in un certo qual modo. Si era girato il film pilot una seconda volta dopo qualche correzione del casting.

Al 5/10/2000 tutto era pronto – Trasmisero "Gilmore Girls" per la prima volta: Giovedì alle ore 20:00. E così faceva concorrenza al seriale grande "Friends"! La quota non era mica male per un film pilota, dato che si contavano 4,6 milioni di spettatori.

La Lauren ne era sicura, in fine di dicembre tutta la cosa sarà andata in rovine, visto che la concorrenza era dura. Infatti i critici si sono messi d'accordo che qui c'è un seriale su "the WB" (il canale della casa Warneriana), pieno di sostanza, umorismo e furberia. Ma gli spettatori tipici per il WB sono giovani dai12 ai 34 anni.

Questo rapporto straordinario tra madre e figlia piacerebbe anche a.) al pubblico e b.) ci sarebbero anche degli "anziani" a smarrirsi su WB, tuttavia "Gilmore Girls" s'indirizza alle 3 generazioni?

Il primo turno fioriva nel deserto che aveva suo proprio "Fanbase". Modesto e convincente i critici, ma la quota, sempre questa quota! Gilmore si peggiora sui 3,5 milioni di spettatori, ma nel corso del secondo turno raggiunge i 4,8 milioni ed oggi si aggira sui 5,39 milioni di spettatori, rappresentando così uno dei seriali di successo maggiore.

Per evitare la pressione della concorrenza si trasmetteva martedì sera invece di giovedì.

Si potrebbero scrivere libri sul seriale "Gilmore Girls" per cui mi devo limitare a questo proposito. Nell'internet ci si trovano migliaia di forum e di siti che si occupano di questo seriale, dei creatori e attori, dei luoghi e azione, degli indumenti e cose strane, e tutti coloro che si sono contagiati o meglio: che si sono fatti contagiare dal virus specie "Gilmore", dovrebbero incamminarsi all'internet e frugarci a piacere.

Ne vale veramente la pena!!

Per la Lauren incominciava un capitolo nuovo nella sua carriera, diventava la star del seriale. Queste circostanze nuove apportano anche delle certe conseguenze. Prima di tutto l'interesse pubblico, interviste, la stampa, fotoshootings. Allora le cose sembrano di addentarsi. La parte del protagonista, che scongiura il suo forte da attrice, l'umorismo, l'intelletto, la sua apparenza fisica .
 
   
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  Family Television Award 2001:  
     
  …e un rimbombo penetra l'aula :

Ladies and Gentleman, Lauren Graham!

Con pochi passi decisi la Lauren prende le scalate al palcoscenico mentre un applauso avvincente sta per scrosciare nell'aula. In un costume da pantalone chiaro prende in consegna l'onorificenza, sorride timida, quasi nervosa mentre i suoi sguardi puntano di nascosto il palmo della mano dove si trova un foglietto. Poi questo tipico: "Vi ringrazio..."e sfuggito il momento. Un batter ciglio nel trapasso del tempo.

Un presagio o eccezione? Quanto valgono le onorificenze? Non parliamo invece dell'Oskar, l'ulteriore consacrazione. 2003 riceve nuovamente il "Family Television Award" perché sapeva il meglio impersonare una madre sola in un seriale.

In 2002 è stata nominata per il "Golden Globe", l'onorificenza americana più importante nel mondo televisivo. Per disgrazia non fu altro che la denominazione. Il premio combattuto doveva concedere a un'altra.
 
   
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  Lavoro, dunque esisto...  
     
  Per anticipare: Milioni di uomini devono lavorare duramente ogni giorno per tutto il giorno: famiglia, job, impegni. Il sovraccarico dell'individuo ai nostri giorni è del tutto normale e c'è chi è affrontato di uno job meno piacente che lo lascia insoddisfatto, prescindendo da una qualsiasi specie di gioia. Però occorre assolutamente che il comignolo fumi, che i bambini abbiano delle nuove scarpe, che i debiti sulla casa vengano azzerati. A volte il paradiso si presenta tutto grigio.

Può darsi che ad alcuni tra di noi sembra un po' bizzarro quando certi attori raccontano della fatica di produrre un seriale, lavorando 5 giorni alla settimana, sulle 16 ore ininterrottamente al set per poi sopportare gli shootings in indumenti lussuosi, lo styling perfettissimo, ridendo e sorridendo soavemente, prima di piantarsi nel Porsche-Cabriolet e recandosi verso il tramonto californio.

Ma ognuna vittoria cela anche un lato spiacevole. E non se lo vede subito. Se alla gente normale è concesso sia di incontrarsi con degli amici di sera, ossia di portare fuori il cane in scarpette da bagno, non parlando di poter fare le spese senza essere riconosciuto, degli uomini come la Lauren vivono su un palcoscenico anche nella vita privata. Non sfugge quasi niente dall'occhio pubblico, rappresentato dai paparazzi. Non è immaginabile quanto grande sia la vergogna, quando c'è uno che ti richiede un autografo mentre stai gettando una scatola stragrande di assorbenti igienici nella tua carrella.

Sembra che la Lauren si sia resa conto dello stato eccezionale, ammettendo nelle interviste che suonerebbe strano se dicesse quanta fatica subisce e quanto poco tempo ha, per esempio per degli amici o per un cane (quest'ultimo desiderio ci si è già compiuto nel frattempo, si tratta di un pastore tedesco e si chiama Hannah).

Noi (cioè noi tutti quanti che non siamo illustri, famosi, celeberrimi) crediamo forse che ricchezza e gloria garantisca il paradiso terrestre, ma in questo momento non pensiamo al prezzo presumibilmente caro che c'è da pagare.

Qualvolta la Lauren rincresce di aver troppo poco tempo per i suoi amici e per la famiglia, di mancare del tempo per degli altri progetti, o alla fine di aver poca occasione per annodare nuove conoscenze e relazioni.

"Sicuramente le onorificenze o debutto di film non sono luoghi adatti per conoscere degli altri o per costruire delle relazioni" La sua vita privata è poco conosciuta. Non menziona alcuni nomi e non è neanche successo che se la vede in situazioni precarie. Spiega solamente di esser stata legata con "qualcuno", poi si separarono, si rimisero insieme, e poi malgrado tutto si separarono nuovamente. Poi cadde "Matthew Perry" il nome di un attore del seriale famoso "Friends" ma tutto rimane nell'ambito di speculazioni. Fa parte del cerchio dei "100 Sexiest nubili di Hollywood ".

Quali sono le moine le più soavi da sottoporre ad una donna? E ancora: Con che cosa una ragazza "cattolica-irlandese" può commettere un peccato grave? Proprio così: Tramite la contribuzione con delle foto per il Playboy!

 
 
Bild bei Klick vergrößern   Non era possibile di nascondere "the Sexiest Mother on TV" dagli occhi dei produttori del magazzino famosissimo. All'inizio aveva una sensazione di adulazione. Ma una chiamata telefonica al babbo non lasciava più dubbi: Non poteva fare a meno di rifiutare l'offerta.
 
     
  Afferma nelle talkshow che ne sta pensando di farsi fare un tatoo o un piercing per l'ombelico ma nello stesso momento se ne ride concludendo che questo sarebbe solo un tentativo meno cool di diventare più cool.

Nel 2003 si allargava il radio delle azioni e Lauren fondò una fabbrica produtrice "Good Game Entertainment" che in cooperazione con la Warner Bros e "The WB Network" deve sviluppare delle nuove idee in fatto di film e commedie. Viene sostenuta da Sydnie Suskind conosciuta come produttrice di sceneggiature.

Un responsabile della WB commentava questo patto:"Suo gusto e il suo spirito da imprenditrice arricchisce la lista dei nostri produttori efficaci. Siamo assolutamente convinti del suo talento, sia davanti sia dietro la camera “.

Una prova di saggezza non sapendo mai che sarà nel caso che nessuno la richiede come attrice davanti alla camera.

Ma intanto: si continua con "Gilmore Girls"! Una ... sesta sembra cosa fatta e tutti i contributori vedono già una settima. Nel mondo televisivo americano c'è una regola detta: "regola dei sette .." che vale come prova di successo. Se una show ce l'ha fatta a sopravivere per 7 ... allora si poteva parlare di un successo vero e proprio. Dicono che bisogna termina al punto culminante.

Naturalmente potrei continuare a scrivere su di lei per pagine, sulla lovestory tra Luke e Lorelei, su Rory e Dean,o su Emily, Richard, Paris, Sookie o ...forse... in una certa occasione al momento suo...
 
   
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  Quo vadis Lauren?  
     
 

Se avessi una sfera magica potrei indovinare quello che sarà nel futuro. Forse ci mancherebbe anche di meno per rispondere alle domande attorno alla Lauren.

Malgrado l 'ottimismo e l'ammirazione per lei ci vuole sempre anche una prospettiva scettica, dato che adesso ho appena letto della Sarah Jessica Parker, attrice e produttrice conosciuta da "Sex and the City", che hanno sospeso il contratto che la vincolava come modello sostituendola con una sedicenne.

In nessun altro luogo che nel mondo dei grandi, la legge della gioventù batte alla porta così spietata. Sono poche le attrici "anziane" che riescono a sopravivere sullo schermo o sul palcoscenico. Ci saranno le discussioni scottanti su quello cosa sia la bellezza che attrae, ma è un fatto e rimarrà così per sempre.

E non sono poche neanche le attrici che dopo essere percorse per un seriale pieno di successo di scatto sono affrontate con una ritenzione dalla parte del pubblico. I produttori temono che la gente sia stufa delle facce che si vedono sempre. E non di raro queste attrici sono inchiodate allo stesso carattere per cui sono sempre le stesse le offerte. Quanto grande sarà la richiesta la Lauren? Forse poca, ma c'è ancora molto che lei ha da offrire.

Il suo sogno è quello: Di avere più di tempo, tempo che vuole investire nella famiglia, in nuove storie e caratteri. Nuovi progetti. Sogna di aver tempo per vivere una vita normale, qualunque che sia. E poi tempo per i cavalli!

 
 
Bild bei Klick vergrößern   Per certo è quello: Si è costruita un piedistallo tramite l'incorporazione di Lorelei Gilmore. Sarà sempre collegata con il personaggio. Questa donna - dagli occhi blu e dai capelli scuri, con gesti forti e un sorriso amabile.
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„ Parla affinché io ti possa vedere ….“
 
  Scrosciano le parole su di noi come se fosse una tempesta estiva e fervida, scintillano degli occhi blu, le mani battono dalla gioia, e capelli volano per l’aria. Tutto il corpo è in movimento. Quest’energia ci riempisce, “scintille divine di gioia”, quest’incendio riscalda i cuori ancora più ghiacciati.

Non le mancano le parole per dare la risposta più difficile, eppure: Non perde una sillaba superflua, non ci permette uno sguardo troppo libero in sua anima. Lei - chi è veramente? Chi sa dirlo?

Posso sentirla, posso vederla, ma non posso capirla. Non fuoriescono né annunci lisce né opinioni politiche. Né cognizioni filosofiche di una vita né scandali e dichiarazioni d’amore in fronte alla telecamera. E non si avvicina neanche alla gente per ragioni calcolate. È semplicemente carina, placante e normale, e non sembra mai staccatasi dal mondo.

Tutto questo mi passava per il capo durante le preparazioni per questa biografia vedendo delle interviste. La vedevo civettare con Craig Kilborn o chiacchierare (non sempre sul serio) con Conan O’Brian o mi diverto quando è spiritosa con Ellen o seriosa con le donne di “The View”: La Lauren ci mostra molte facce. Comincia a raccontare del padre di suoi amici e del cane Hannah. E malgrado tutto: Non si può capirla a fondo. Infine il bisogno di risposte ci fa consultare lo zodiaco. Per i pesci si è detto: “I pesci sono gli unici uomini che possono capire e interiorizzare la propria natura, però gli è impossibile di consegnarne la sapienza agli altri, perché costoro non li prendono sul serio .

Lauren ama le parole, e ne produce tante. Anche per gli americani è faticoso a seguire il flusso delle sue parole. Infine che cosa la tocca veramente?

Nel pubblico non parla delle relazioni d’amore. È un cammino molto stretto per le attrici: Si devono sostenere buone relazioni verso le mass media e il nutrimento per questi cacciatori affamati è l’ulteriore bene: La vita privata!

Parla contro o in favore per Bush? Pensa che sia giusta la guerra irachena? Si dovrebbe abolire la pena di morte? Quali sono le opinioni concesse ad una persona pubblica in America? E peggio ancora: anche gli attori più grandi devono temere degli svantaggi esprimendo per filo e per segno quello che pensano.

Ci manda dei messaggi nascosti: In “political Incorrect” si mostrava ingaggiata, si vedeva un barlume dell’uomo: Lauren Graham – insieme con la sua opinione. Quando parla delle sue riflezioni a proposito di ragioni contro un pircing presso l’ombelico. (“Si dovrebbe andare nel solario - chi vorrebbe vedere una pancia bianca bianca – chi ci va – secondo me – emette una specie di grido di aiuto!”) Si sente l’ironia. Allora una voce contro il delirio, che prosegue nient’altro che ottenere la bellezza e mantenere la giovinezza. E queste voci proprio nella mecca della bellezza – Hollywood. Un sogghigno di una persona che ha 40 anni e che dovrebbe temere la concorrenza delle starlets sedicenni, che si vantano di seni e natiche corrette e imbellite.

Nel momento che Kilborn le dava una descrizione di lei fatta da un giornalista (“… i capelli come seta, occhi serenissimi, le spalle che sembrano fatte da Michelangelo…) ci si poteva rendersi conto che la Lauren non stima cose come queste.

Può darsi che finora non ha ancora incontrato il giornalista giusto a darle un’intervista adatta, o a farle le domande decisive. Io penso che lei ha veramente un mucchio di cose da dire.

Traduzione da Joachim, Copyright Koile 2005

Se volete, inviatemi una e-mail:joachim@lauren-graham-biografie.de

 
   
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